Beauty&Prejudice: Intervista a Ludovica de Il Kaos dell'Ammonite

Ladies and Gentlmen! Ben ritrovati sul blog!
Come ospite di questa intervista per Beauty&Prejuidice, troviamo nuovamente una mia bravissima “collega”: Ludovica Lanati de Il Kaos dell’Ammonite. Chiacchierando su Instagram ho scoperto che ha tante cose da raccontare sul tempo dei pregiudizi legati al mondo del make-up e sono molto contenta di farvi leggere la sua opinione e la sua esperienza a riguardo.

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Parlaci un po’ di te: la tua professione, come nasce la tua passione per il make-up e il mondo beauty e, infine, come nasce il tuo blog il Kaos dell’Ammonite.

Eccomi xD di “professione” sono geologa vulcanologa, ma sostanzialmente nasco come sognatrice incallita. Avevo scelto di intraprendere questa strada un po’ perché non ho potuto intraprendere la strada dell’artista, un po’ perché mi emozionava tutto quello che girava intorno alla Terra e le sue forme, in particolare i vulcani mi hanno sempre affascinata. La mia passione per il make-up è nata da quand’ero una bambina, quando le trousse Pupa erano le cose più belle che si potevano ricevere in regalo. Prendevo i trucchi di mia mamma e me li mettevo di nascosto, tanto di nascosto che son riuscita a mettermi a scuola un ombretto grigio malva sulle guance, non ti dico la maestra che scena mi ha fatto, sembravo livida ahaha.
Il mio blog è nato circa 3 anni fa, cominciavo già ad avere una bella collezione di make-up, vedevo che prima di ogni acquisto andavo sempre a cercare online varie review, così ho deciso che volevo anche io esprimere le mie opinioni in merito ai prodotti che provavo e magari esser d’aiuto a chi mi leggeva e voleva acquistare lo stesso prodotto.

Perché hai scelto di chiamare il tuo blog ” Il Kaos dell’Ammonite?”

L’ho chiamato così perché, sono un’eterna casinista, la mia testa non smette un attimo di pensare a mille cose diverse allo stesso tempo, ma talvolta da tutto questo “caos” ne esce qualcosa di buono, per questo ho fatto della frase di Nietzsche (“Si deve avere un caos dentro di sé per creare una stella danzante”) un po’ la mia filosofia. Da qui “Il kaos”, l’ammonite invece è un fossile che mi ha sempre affascinata, un fossile che prima di estinguersi coi dinosauri (la sfiga, ehm selezione naturale) ha subito svariate e meravigliose evoluzioni (vedi linea di sutura goniatitica – ceratitica – ammonitica). Da queste due cose è nato “Il Kaos dell’Ammonite”.

Com’é cambiata la tua vita da quando hai aperto il blog?

Diciamo che subito subito non è cambiata molto, ha cominciato a cambiare più o meno nel momento in cui l’ho voluto rendere un progetto più “serio”, quando ho cominciato ad informarmi di più, ad investire per fare foto migliori e migliorare il blog in generale. Da quel momento ho prestato molta più attenzione a quello che acquistavo, ai prodotti più gettonati e di cui la gente voleva più sentir parlare, alle cose che scrivevo, e poi, diciamo che mi son fatta una specie di scusa fittizia per i miei acquisti ossessivo compulsivi “compro così tante cose perché devo stare al passo con le uscite eh” (ma chi voglio prendere in giro).

Una professione molto lontana dalla tua passione, per certi versi. Come è vista in famiglia e tra amici questa tua nuova avventura?

Essendo sempre stata per certi versi “un’artista” dentro, la mia famiglia non si è meravigliata poi così tanto della mia passione, e non si è meravigliata poi nemmeno tanto del fatto che volessi renderla una professione frequentando un’accademia. Certo, dopo sei anni a studiare prima geologia e poi vulcanologia c’è stato un po’ di scompiglio generale, ma una volta visto che era la cosa che mi rendeva davvero felice, mi hanno appoggiata e si son mostrati felici.

E invece come è vista da “gli altri”?

In questa categoria ci metterei anche tutti quegli amici che, si, mi conoscono ma non troppo, anche perché solo quelli più vicini e che mi conoscono davvero bene mi appoggiano e son felici per me (e posso contarli sulle dita di una mano). Tutti gli altri han storto il naso dicendo che ormai avevo studiato per altro e che non dovevo buttare sei anni di università (che poi mica li butto via, posso sempre e comunque fare entrambe le cose, e poi due lauree fanno sempre comodo nel curriculum eh), oppure mi facevano un sorrisetto storto e molto falsamente davanti mi dicevano “che bello!” per poi dirmi dietro che ero una che nella vita non si sarebbe mai decisa a far niente. Queste cose mi han molto ferita, anche perché uno non può sapere cosa c’è veramente dietro ad una persona, dietro alle sue scelte, e vedere alcuni “miei amici” trattarmi così non ha fatto altro che farmi allontanare da loro.
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Cosa significa per te essere una beauty blogger?

Essere una beauty blogger per me vuol dire esser sempre informata sui trend, sulle prossime uscite, vuol dire scoprire e provare cose nuove. Ma la cosa più bella è sicuramente  esser d’aiuto nella scelta e nell’acquisto di qualcun altro. Quando qualcuno mi scrive dicendomi che ha letto la mia review, acquistato il prodotto e che ne è entusiasta, beh, è una delle sensazioni più belle.

Il pregiudizi/i pregiudizi beauty che ti da/danno più fastidio e/o ti sei sentita ricordare più spesso. Puoi anche raccontare un episodio in particolare che pensi possa essere esemplificativo in fatto di pregiudizi.

Uno dei più fastidiosi è sicuramente il solito “ragazza che si trucca tanto = ragazza stupida/facile/che non ha null’altro da fare”, ma questo solitamente viene da persone non “del settore”, e quindi è più sopportabile; è quando i pregiudizi vengono da qualcuno del settore che ti viene tristezza, e tanta. C’è un episodio che mi ha svilita in modo particolare…sono andata in un’accademia di make-up per farmi un’idea dei corsi, e chi mi ha accolta mi ha giustamente chiesto cosa facevo e cos’ho fatto negli anni passati. A quanto pare il fatto che venissi da un settore diverso da quello “artistico” mi rendeva ai loro occhi “non esattamente all’altezza”, perché da loro arrivavano persone che avevano fatto accademia d’arte, liceo artistico, estetista, design, ed io povera laureata in geologia vulcanologia non avevo le idee abbastanza chiare per i loro standard, e nemmeno i giusti requisiti. Inutile dire che non mi sono iscritta lì ma in un’altra accademia dove mi hanno fatta sentire da subito accettata ed a mio agio.

Cosa rappresenta per te il make-up?

Per me il makeup è la massima espressione di sé stessi, della propria arte interiore. E’ il massimo perfezionamento dei propri tratti, ma anche un modo per modificarli, stravolgerli e poter sempre tornare al punto di partenza, alla cosiddetta tela bianca. Poi io ho un debole per i trucchi artistici, tipo fashion, quindi quando mi ci metto ci vado giù abbastanza pesante.

Progetti, sogni e aspirazioni per questo 2018.

Ormai si è capito, tra pochi giorni comincerò un’accademia di make-up, e sono tanto emozionata quanto ansiosa, ma io son l’ansia fatta a persona quindi mi sembrerebbe strano se non fosse così. Il progetto principale è di imparare il più possibile da questo corso, e di uscirci con delle buone e solide basi, anche perché il più poi ce lo si fa da soli. Altri progetti riguardano il blog ed il canale Youtube, ma son tutte cose in corso d’opera quindi non svelo nulla. Sogni ed aspirazioni sicuramente quello di cominciare a lavorare in un negozio di make-up e fare tanta tanta esperienza; mi piacerebbe anche collaborare con alcune aziende che stimo molto…poi chi lo sa, intanto queste cose per me sarebbero già tantissimo.
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Ringrazio ancora Ludovica per la sua gentilezza e per lo splendido contributo che ha dato a questa rubrica.
Vi lascio qui nel disclaimer i suoi link social, per poterla seguire se già non lo fate!
A presto!

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