Beauty and Prejudice: Intervista ad Anna Gaia di What’s in my bag

Ladies and Gentlmen! Ben ritrovati sul blog!

L’ospite di oggi é una ragazza davvero dolcissima, che seguo dai miei primi approdit da lettrice nella blogsfera. Ho sempre apprezzato i suoi bellissimi flatlay e la trasparenza e la semplicitá delle sue recensioni.

Non potevo che non intervistarla per farvi raccontare la sua esperienza nella beauty community da ormai sette anni. E sì, sto parlando di Anna Gaia del blog What’s in my bag.

Ciao Anna Gaia, parlaci di te: chi sei, cosa fai nella vita e perché hai aperto il tuo blog?

Il mio nome è Anna Gaia, vivo in Toscana e sono una Graphic Designer, Social Media Manager e Blogger.

Nel 2010 mi sono laureata in Grafica e Fotografia per la moda e ho iniziato subito a lavorare come Grafico. Il lavoro che facevo però era un po’ “limitante” in quel periodo, avevo dentro di me tanta energia creativa e comunicativa, dovevo incanalarla da qualche parte. Volevo solo avere un progetto che fosse mio, un angolo tutto mio dove aprirmi e mettermi alla prova.

Così è nato What’s in my bag, aperto nel Maggio del 2011, senza sapere bene cosa volevo dal blog, cosa avrei fatto. È stata una scommessa con me stessa, pensavo che avrei smesso dopo pochi mesi, che non mi avrebbe calcolato nessuno, e invece cinque mesi dopo è arrivata la prima email di richiesta di collaborazione.
Sono ufficialmente passati sette anni e il blog, ho fatto esperienze straordinarie e collaboro con tante aziende fantastiche. What’s in my bag è parte della mia vita ed è diventato parte del mio lavoro.

Come nasce la tua passione per il make-up e la cosmesi? Cosa rappresentano per te? Cosa significa essere una beauty blogger?

La mia passione per il trucco e la cosmesi l’ho ereditata tutta da mia mamma. Da piccola le rubavo i rossetti, da adolescente cercavo di capire come truccarmi spiando le sue mosse. Mi ha regalato lei il mio primo mascara Lancome e ho scoperto le 3 fasi di Clinique perché lei le utilizzava.
Oggi è lei che ruba a me i prodotti e cerca di sfilarmi i rossetti.

Il make-up per me rappresenta un modo per prendermi cura di me stessa, di sentirmi bene, ed è questo il messaggio che cerco di diffondere nei miei post e sui social.

What’s in my bag porta questo nome perché volevo che fosse un contenitore di tutti i segreti/trucchi di una donna. Non ho mai voluto mettermi in cattedra, ho sempre considerato il mio blog un ambiente sereno, tranquillo, un tavolino virtuale con tante amiche sedute intorno ad esso dove parlare di prodotti meravigliosi.

Essere una Beauty blogger per me significa scovare curiosità, prodotti nuovi, dare consigli, ma sempre con l’idea che il contenuto che sto offrendo possa essere la scusa per un dialogo, per un confronto positivo.

Così faccio anche sui social network, nelle stories su Instagram ad esempio, e adoro la relazione che si è creata con chi mi segue. Molte mi scrivono per farmi vedere i loro acquisti o per chiedermi consigli, è bellissimo.

Com’è cambiato il tuo approccio verso il blog in tutti questi anni? Com’è cambiata la beauty community? L’atteggiamento dei lettori nei confronti dei contenuti che proponi?

Sono online da sette anni e ho visto cambiare la rete e la beauty community radicalmente. All’inizio i blog o i canali youtube erano considerati un passatempo prima da chi li creava e poi da chi ne usufruiva. Poi sono arrivate le aziende, i progetti, e ciò che era considerato un hobby qui in Italia è diventato un lavoro a tempo pieno. Il pubblico che segue i blog e i canali è aumentato, cambiato, così come sono cambiati i social e il modo di comunicare.

Io ho sempre avuto un approccio professionale al blog, anche quando pensavo che sarebbe stato solo un hobby per qualche tempo. Era un modo per esercitare le mie competenze, e quindi l’ho sempre curato moltissimo, così come ho fatto con i canali social come Facebook o instagram.
Una cosa che ho sempre fatto è stata studiare tanto, non si possono utilizzare degli strumenti senza capirne i meccanismi profondi, e per chi vive la rete parole come SEO, reach, insight e analytics non possono essere un mistero. Tante ragazze mi hanno scritto chiedendomi come si diventa blogger, e la mia risposta è sempre una: inizia, decidi di cosa vuoi parlare, non aspettarti nulla, mettici passione e studia tanto. E ci vuole anche un pizzico di famigerato “culo”.

Mi ritengo fortunata perché in tanti anni, i miei lettori mi hanno sempre ripagata con affetto. Ho voluto creare con What’s in my bag un ambiente tranquillo e rilassato e penso di esserci riuscita.
Oggi si commenta meno, ma io mi ritengo fortunata, i miei lettori mi seguono con lo stesso affetto di sempre e da loro ricevo spesso messaggi e apprezzamento. Non ho mai preteso da nessuno un like, un commento o una condivisione e mai lo farò. Mi sento fortunata della relazione forte e di fiducia che ho creato con la mia community, è una delle cose più belle che il blog mi ha regalato.

Cosa avresti voluto sapere prima di aprire il tuo blog?

Prima di aprire il mio blog avrei voluto saperne un po’ di più di Seo, credo sia l’unica cosa. Il mio percorso è stato genuino e fortunato sotto molti punti di vista, ho incontrato tante colleghe che mi hanno dato i consigli giusti, ho imparato tanto, non mi pento di niente e rifarei quasi tutto uguale.

All’interno di Beauty and Predjudice evidenziamo tutti quei pregiudizi legati al mondo della bellezza, quelli che spesso ci infastidiscono e che ci feriscono di più. Quale pregiudizio/frase fatta ti infastidisce e/o ti ferisce di più?

Un pregiudizio che mi ferisce molto è il classico “ti trucchi molto = perdi tempo dietro alle frivolezze”, come se solo il fatto di saperne un po’ di più di rossetti o creme, facesse di me una persona meno intelligente. Il colmo è che sono spesso le donne a fare questi pensieri, ed è molto brutto.
Quando la smetteremo di misurare l’intelligenza in base agli strati di trucco o all’altezza dei tacchi il mondo sarà un posto migliore. Speriamo di arrivarci presto.

Nella beauty community, il posto in cui tutte dovremmo sentirci più al sicuro e capite, spesso ci sono comportamenti completamente opposti. Quale atteggiamento/diceria/frase ti infastidisce di più da parte delle tue colleghe?

La beauty community è cambiata tanto, ciò che non è cambiato, ahimè, è l’atteggiamento di alcune blogger verso le altre.

La prima cosa che trovo molto stupida è questo continuo additarsi a vicenda: “hai ricevuto questo quindi sei venduta”, “hai detto questo ma non è possibile che sia così quindi sei falsa”, “vuoi i prodotti quindi parli bene di tizio e caio” etc.

Le prime ad accusare le blogger di non essere oneste sono altre blogger, da sempre purtroppo. Questa community si è sempre divisa in gruppetti che si sostenevano di nascosto, mai apertamente, senza mai riconoscere i meriti di chi faceva bene il proprio lavoro e cercando di screditare. Purtroppo è ancora così in parte, non ho mai capito il perché, non è necessario essere tutti amici, ma rispettarsi a vicenda riconoscendo la professionalità che c’è ed esiste nel nostro ambiente, dovrebbe essere il minimo.

Mi piacerebbe che ci fosse un cambiamento positivo in questo senso, sarebbe bello se ci spalleggiassimo tutte un po’ di più.

Progetti, sogni e aspirazioni per questo 2018?

Di progetti e sogni ne ho veramente tanti, professionalmente in modo particolare. Per quanto riguarda il blog, quest’anno ho fatto finalmente il passaggio a wordpress e sto lavorando per correggere i piccoli errori del passato. Ciò che voglio è fare sempre meglio, consolidare ciò che è What’s in my bag oggi, crescere ancora e dare sempre il massimo a chi mi segue.
Ho tante storie cosmetiche da raccontare e condividere, continuerò a farlo ogni giorno con lo stesso entusiasmo di sempre.

Ringrazio ancora Anna Gaia per la sua disponibilitá e per aver contributio a Beauty and Prejudice. Vi consiglio di seguirla e per questo vi lascio tutti i suoi social:

Instagram

Blog

Facebook

A presto!

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