Beauty and Prejudice: Intervista a Chiara di th3_brav3.

Ladies and Gentleman! Ben ritrovati sul blog!

Ho conosciuto l’ospite di oggi tramite Instagram, dopo aver commentato proprio il progetto Beauty and Prejudice e avermi raccontato la sua esperienza in merito. Ho pensato che fosse utile condividere la sua storia con voi, un esempio di come il mondo beauty sia una salvezza, un rifugio dalla negatività che riempie il mondo. Ecco qui la mia chiacchierata con Chiara di th3_brav3.

Ciao Chiara, parlaci di te: chi sei, cosa fai nella vita e perché hai aperto il tuo profilo instagram a tema beauty.

Ciao a tutti,il mio nome è Chiara, su Instagram mi chiamo th3_brav3,nella vita al momento sono una studentessa alla fine del suo (lunghissimo) percorso universitario in economia aziendale. Inizialmente il mio account Instagram non era stato impostato per essere un account a tema beauty,ma semplicemente lo utilizzavo come strumento di condivisione di momenti che ritenevo importanti e la fotografia era un modo per condividere tutto ciò con gli altri. Poi,da cinque anni a questa parte,ho sviluppato una passione per la biocosmesi ed ho deciso di ”lanciarmi” anche io. Avendo una pelle molto particolare ed essendo anche un soggetto allergico,ho deciso che condividere le mie esperienze nel campo del beauty fosse molto più importante e cosi, eccoci qua,in questa nuova avventura ancora infante,ancora da migliorare.

Come nasce la tua passione per il makeup e la cosmesi? Cosa rappresenta per te?

La mia vera passione inizia cinque anni fa,un po’ per caso,al centro di un forte periodo psicologicamente complicato e fragile dal punto di vista personale. Come già accennato poco sopra,ho una pelle abbastanza “capricciosa”: oltre che secca e sensibile,manifestava molte reazioni allergiche senza nessuna causa ben definita. Questo era fonte di forte disagio per me: le braccia arrivavano ad avere chiazze diffuse,secche,che prudevano,segnate da solchi insanguinati; sembravo marchiata a fuoco. Stessa cosa mi fece correre ai ripari quando si manifestarono anche sul viso. Qualsiasi cosa usassi sembrava non aiutare,neanche i prodotti da farmacia.

I prodotti fino al giorno prima usati senza alcun problema cominciavano a risultarmi insopportabili: la pelle tirava e si spellava e gli occhi non facevano che lacrimare e bruciare. Mi ero iscritta per caso ad un gruppo Facebook, VanitySpace , capitanato da Elena,che parlava di biocosmesi e spiegava anche come riconoscere i vari ingredienti ed i prodotti adatti ad ogni tipo di pelle. E’ stata gentilissima tanto da indirizzarmi in consulenza privata verso la mia prima “green skin care” e da lì ho iniziato a notare miglioramenti notevoli,a guarire davvero e risolvere problemi dove neanche i farmaci erano riusciti ad arrivare: sono come rinata.

Ho iniziato a conoscere la mia pelle con più consapevolezza,sono riuscita ad apprendere cose che nessuno conosceva. Il gruppo e in particolare Elena stessa che è stata la mia guru, colei che mi ha sempre stimolata ad approfondire,ad usare la testa. Il make-up e la cosmesi mi hanno aiutata ad uscire da quel brutto periodo nero, dal mostro della depressione – ebbene sì,soffrivo di depressione dovuta ad un forte lutto, depressione che mi ha trovata a affrontare tutto sola,senza il sostegno di nessuno – ed anche ad essere più sicura di me stessa,ad amarmi di più,a valorizzarmi il make-up e la biocosmesi sono state la mia terapia più forte.

Cosa significa per te essere raccontare le tue esperienze cosmetiche sui social?

Significa condividere qualcosa che va oltre la semplice apparenza. Non si tratta semplicemente di dire se un prodotto è buono o meno,perché tutto è soggettivo, significa magari dare la possibilità a quelle persone che si trovano nella mia stessa condizione di cinque anni fa di portare avanti e provare a trasmettere quello che Elena ha insegnato a me: imparare a conoscere chi siamo, perché stiamo male,quando e come intervenire ma soprattutto,che tutto ciò che ci turba nell’anima si riflette sul corpo.

Per me raccontare la cosmesi sui social significa condividere un percorso,fatto anche di tante lotte interiori per imparare a volersi bene. Tutti abbiamo dei difetti,tutti ci sentiamo imperfetti,tutti aspiriamo ad un concetto soprattutto di bellezza che non si rispecchia nella nostra persona. Molte volte è dovuto alle insicurezze ed alle critiche che provengono dagli altri,che accentuano qualcosa che è già latente in un angolo della nostra testa.

Condividere la mia esperienza è il mio desiderio di far capire a chi si sente imperfetto o non trova il coraggio di mostrarsi perché non si piace di accantonare queste incertezze,abbandonare dei canoni di bellezza preimpostati – perché non sembra ad una prima impressione,ma la società in maniera molto subdola ci propone sempre un canone di bellezza sempre simile,sempre somigliante, come una catena di montaggio – e apprezzarsi nei propri difetti,perché sono quei difetti a renderci unici.

All’interno di Beauty and Prejudice, evidenziamo tutti quei pregiudizi legati al mondo della bellezza, quelli che ci infastidiscono e spesso, quelli che ci feriscono di più. Quale pregiudizio/frase fatta ti infastidisce e/o ti ferisce di più? Hai un episodio particolare che vorresti condividere?

Durante il mio percorso di evoluzione personale sono stati tanti gli atti che io definisco di “accanimento”, sia a livello estetico che non.

Prima di appassionarmi alla biocosmesi,ho dovuto lottare contro tutte quelle persone che criticavano i miei chili di troppo senza neanche chiedersi se questo repentino aumento di peso fosse dovuto ad una condizione di salute poco ottimale : ricordo che facevano battute sui miei “rotoli” evidenziati da una maglietta o un vestito un po’ più aderente,di come quando condividevamo i pasti insieme, molte volte mi passavano la porzione più piccola “perché dovevo dimagrire”; anche chi non mi vedeva da tanto tempo,prima ancora di salutarmi mi toccava lo stomaco gonfio e diceva “abbiamo messo su qualche chilo,eh?” arrivando ad essere anche maleducato oltre ogni limite.

In famiglia da quando ho deciso di passare alla biocosmesi il bigottismo fa da padrona.Quando non si comprende qualcosa, piuttosto che imparare a crescere è meglio demonizzare. In casa mia è così. Mia madre non fa altro che ripetermi di “essermi rovinata la faccia con tutti questi prodotti dai nomi strani”, che basta che io legga bio e penso mi faccia bene. Che i miei problemi di allergia sono dovuti a queste porcherie che metto addosso .

Sì,per lei son porcherie. Per lei mi son rovinata. Ma lei è la tipica persona che crede che “basta che sia pubblicizzato ed è buono”, che non si informa, che crede a tutto quello che si dice: tutto il contrario di quello che ho imparato a fare io. Ho imparato che non sempre il marchio è simbolo di qualità, che ognuno reagisce in maniera differente, che non siamo tutti uguali e che dobbiamo sempre approfondire.

Mi sono anche sentita dire “perché ti trucchi? stai tanto bene al naturale,senza nulla in faccia” “il trucco ti appesantisce/ti rende volgare”, “perché ti metti questi rossetti così scuri?!!son brutti”. Sinceramente son cose che mi hanno sempre dato fastidio ,al punto che per un certo periodo pur amando truccarmi, per non sentire critiche rinunciavo ad indossare quel rossetto che mi piaceva tanto, sentendomi sempre a metà.

Come si combattono i pregiudizi?

Ho imparato che per combattere i pregiudizi bisogna essere più forte dei pregiudizi stessi. Sembra una frase fatta ma non è così. Ho imparato che tutto parte dalla nostra testa e che bisogna avere tanta forza di volontà,tanto coraggio anche quando si sente di non averne e “farsi male”,ossia imparare a conoscere le nostre debolezze e fare in modo da tramutarle in punti di forza. Come? Essendo apertamente sinceri con se stessi,imparando ad accettare i propri limiti e ad accompagnare il nostro cambiamento. Accettare quel chilo in più senza sentirsi inadatti, ad accettare di piangere quando si sente di essere al limite senza sentirsi deboli, imparare a riconoscere chi siamo evitando di ascoltare gli altri.

Ricordarsi che nessuno puó,giudicando,sminuire il nostro valore, che gli unici giudici siamo noi stessi.

Nella beauty community, il posto in cui tutte dovremmo sentirci più al sicuro e capite, spesso ci sono comportamenti completamente opposti. Quale atteggiamento/diceria/frase ti infastidisce di più da parte delle tue colleghe?

Ho letto molte volte commenti omofobi che non condivido affatto – il trucco non è donna o uomo,il trucco è arte ed una terapia per aiutare a sentirsi più sicuri di se stessi,più confident – , oppure leggere comportamenti di personaggi ormai influenti che, non accettando le critiche, piuttosto che argomentare e cercare un confronto civile, preferiscono arrivare ad assumere atteggiamenti al limite del penale facendo screen da ogni dove e usando questo materiale a scopo di denigrare,  per sminuire e macchiare l’immagine altrui, magari sfottendo al pari degli atteggiamenti da asilo.

Ho visto molte blogger fare shaming di ogni genere contro le proprie follower o contro le follower di altre colleghe solo allo scopo di “passare un poco di tempo libero che altrimenti non si sapeva come impiegare”. Rispondere male e molte volte insultare anche chi condivide una sua opinione decidendo di prendere posizione all’interno di una particolare situazione. Sinceramente penso che bisognerebbe ricordarsi di rimanere umili e che non sono i follower a fare il successo. Bisognerebbe ricordarsi che basta un solo atteggiamento negativo a riportarti nell’ombra dove,a questo punto, penso dovresti stare se adotti comportamenti negativi verso chi ha le tue stesse passioni e verso chi ti segue o ha opinioni diverse dalle tue.

Qual’é il difetto maggiore dell’industria cosmetica ad oggi, secondo te?

Penso che il maggiore difetto sia privilegiare quelle persone che hanno semplicemente tanti follower ma pochissima coerenza – come ad esempio chi ti pubblicizza prima un prodotto bio e poi subito dopo il suo opposto,denotando a mio avviso poca professionalità e credibilità- ,invece che cercare di fare emergere piccole realtà che hanno tanta passione e dimostrano anche un poco più di conoscere quello che vanno a trattare.

Progetti, sogni e aspirazioni per questo 2018.

Il mio progetto è fatto di tanti piccoli passi. Vorrei finire di studiare e chiudere così un capitolo molto difficile della mia vita,riuscire a coronare il mio sogno d’amore con la mia dolce metà (dopo 12 anni insieme) e riuscire a rendere il mio instagram un punto di riferimento per quelle persone che hanno problematiche estetiche simili alle mie, oltre che ad emergere in generale rendendolo più possibile qualcosa di serio e professionale.

Questo porterebbe anche alla mia definitiva uscita con successo dala depressione,una brutta compagnia di questi ultimi sette/otto anni. Vorrei riuscire a condividere con i miei follower il mio percorso verso la rinascita e la guarigione anche attraverso la cosmesi. Senza l’aiuto di Elena e di VanitySpace forse non ce l’avrei mai fatta e vorrei poter essere anche io di aiuto per gli altri come Elena è stata di aiuto per me.

Ringrazio ancora Chiara per aver condiviso la sua esperienza con me e vi invito a seguirla sul suo profilo Instagram.

A presto!

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