Beauty and Prejudice: Intervista a Anna Marchese

Ladies and Gentleman! Ben ritrovati sul blog!

Ho incontrato per la prima volta l’ospite di questa intervista in occasione della giornata in sede organizzata da l’Erboristica di Athena’s e sono rimasta colpita dalla compentenza, esperienza nel campo, ma anche dall’assoluta assenza di competivitá che mi ha portato a prendere Anna Marchese subito in simpatia. Quando sono riuscita ad incontrare nuovamente a Milano, sono riuscita a chiederle una piccola intervista da cui potete trovare molti spunti interessanti.

Preparatevi ad una chiacchierata intensa sul mondo beauty e i suoi lati oscuri, pregiudizi e forte competizione.

Ciao Anna, parlaci di te: chi sei e cosa fai nella vita.

Mi chiamo Anna e attualmente lavoro nel makeup a 360 gradi: scrivo di trucco, trucco e parlo di tutto ciò che riguarda il beauty e il makeup, che sono il mio mondo. Come makeup artist ho iniziato nel 2011 per hobby, perché era la mia passione da sempre fin da piccola( ho ancora conservato la trousse della Pupa, gigantesca e piena di colori, sentivo giá di avere il mondo). Grazie alla spinta delle mie amiche aprii la mia prima pagina Facebook, che adesso non troverete più perché non sono più d’accordo con l’idea del truccatore che fa anche trucchi su se stessa. Anche perché tutto il mio estro creativo dell’Anna che usciva il sabato sera, si truccava con colori sgargianti e le metteva su facebook, é morto quando ho iniziato a truccare gli altri.

Ho cominciato da autodidatta. All’inizio vedevo tutorial — li mangiavo a colazione — e mi ricordo che mi innamorai degli shadow stick di Mac, inizia a vedere Mac Cosmetics ovunque. Da li ho cominciato a “smanettare”: truccavo le amiche, truccavo parenti e mi divertivo. Poi un giorno decisi di buttarmi: trovai un agenzia che cercava truccatori per uno spot per un contest per cibo per gatti. Mi pagarano 30 euro per quella giornata e giá fu una grande conquista. Da li non ho più smesso, perché una cosa tira l’altra: ho iniziato a fare campagne pubblicitarie, lookbook e shooting per video. La mia coscienza poi si é smossa e ho frequentato l’accademia Makeup Forever itinerante, per avere una formazione che continuo a fare con workshop, giornate, perché non si smettte mai di imparare.

Anche se la vera formazione la fai sul campo, con le persone normali.

Per quanto riguarda il lato editoriale, sempre per hobby, lavoravo dietro le quinte di un portale, un magazine maschile scrivendo articoli insieme al mio fidanzato per un amico e scrivevo di qualsiasi cosa: macchine, film, di tutto ma rimaneva un magazine maschile. Lascia il mio fidanzato, rimanendo in buoni rapporti con questo amico e nello stesso network c’era PourFamme e al primo anno di universitá parlavo di informatica ma poi passai a scrivere di beauty. Li scrivevo a manetta, avevo un contratto da 10 articoli al giorno. L’impegno era troppo e lasciai, collaborando poi con un altro magazine e arrivando poi a lavorare per BeautyDea. Li sono cambiate un po’ di cose: mi sono specializzata, ho cominciato a partecipare agli eventi, andare al cosmoprof e vivere questo mondo. Grazie ad un evento a cui avevo partecipato, ho incontrato la redazione di Unghie e Bellezza e ho fatto il salto dal web alla carta.

Distaccandomi da portali web, ho aperto il mio blog, per lavorare in parallelo con la rivista.

Adesso mi occupo anche di comunicazioni, io e il mio ragazzo ci occupiamo di siti, di e-commerce, web marketing e ho iniziato quest’anno la mia avventura da Digital PR per V.O.R Makeup.

Cosa rappresenta per te il mondo beauty?

Probabilmente rappresenta il mio modo di evadere. É la mia passione più grande e quella che mi da la spinta ogni giorno. Essendo laureata in informatica ho avuto bisogno di staccarmi da quel mondo schematico, troppo logico, troppo da topo di laboratorio. Mi sono laureata comunque però la mia vita doveva essere questa. Può sembrare un modo di dire ma devi fare il lavoro che ti piace se no la mattina ti svegli e non stai bene. Rappresenta tutto da questo punto di vista. Anche se é tosta, perché é una libera professione in un mondo molto complicato, un mondo pieno di competizione, dove la gente é agguerrita. Però é quello che amo.

All’interno di Beauty and Prejudice, evidenziamo tutti quei pregiudizi legati al mondo della bellezza, quelli che ci infastidiscono e spesso, quelli che ci feriscono di più. Quale pregiudizio/frase fatta ti infastidisce e/o ti ferisce di più?

Il web e il mondo dell’estetica hanno molto in comune quando entrano in contatto con una forma mentis molto schematica: devi laurearti, lavorare in una azienda, devi ottenere un certo tenore di vita. Ti guardano un po’ con scetticismo. Sia per quanto riguarda il settore makeup come makeup artist, vista con superficialitá, sia per quanto riguarda il web, che é stata la mia fortuna perché mi ha portato sulla carta stampata. Magari un giorno potrò anche aspirare a scrivere per qualche testata un po’ più grossa. É questo il pregiudizio che mi da fastidio, da parte delle persone che non sanno quanto sia sfiancate, quanto sia faticoso, lavorare in questo mondo. Loro non sanno cosa significhi truccare una sposa, svegliarti presto la mattina e assorbire tutto lo stress e l’ansia che ti trasmettono in quella giornata, che non é una cosa da tutti. Devi stare bene, perché altrimenti non puoi far star bene una sposa. “Sì, vabbé ma poi tu torni a casa e guadagni un sacco e finisce la”, no perché quando torni a casa da una giornata in cui la sposa é così esaurita che litiga anche con la mamma, chi deve mediare per farla stare calma?Tu. Quando vai a casa non hai più le forze.

Ma non é l’unico pregiudizio che mi infastidisce.

Il rossetto. Il pregiudizio che certi uomini hanno nei.confronti di un cosmetico che si applica sulle labbra ma che per alcuni è solo sinonimo di seduzione, malizia e tutti quegli aggettivi che solo menti retrograde e serrate possono avere, e magari qualche ragazza,o donna, vittima di anni e anni di pressioni da parte di mariti o fidanzati , sono arrivate addirittura a non metterlo.

Quello che sento di dire a riguardo, soprattutto a tutti questi uomini (ma a volte anche donne) è che il make up per molte rappresenta uno stato d’animo e un rossetto, come un ombretto, viene indossato semplicemente perché quel giorno così ci gira, perché vogliamo guardarci allo specchio e stare bene. Lo facciamo solo ed esclusivamente per noi stesse, anche perché, se proprio vogliamo dirla tutta, se usciamo di casa con la malizia di sedurre il rossetto è il cosmetico meno indicato da indossare.

Sottostare a certe proibizioni del tutto fuori luogo può essere il punto di partenza per una serie di limitazioni e paletti dai quali si rischia di non uscire più. Siate voi stesse sempre.

Progetti, sogni e aspirazioni per questo 2018.

Quest’anno mi sono presa giá qualche piccola soddisfazione, come portare un progetto di interviste alle personalitá del makeup italiane di un certo e il prossimo step é sicuramente intervistare personalitá internazionali. Piccolo sogno nel cassetto é quello di scrivere, scrivere qualcosa di più corposo, sistemare un bel malloppo e sperare che qualcuno possa pubblicarlo, forse non quest’anno ma chissá…Per il makeup punto a pubblicare qualche editoriale, qualche progetto mio personale come beauty director, riprendere il mio lato fashion.

Ringrazio ancora Anna per la sua disponibilitá e per aver condiviso con me, e con voi, i suoi pensieri, le sue ambizioni e la sua energia positiva. Vi lascio tutti i suoi link social e vi invito a seguirla, non ve ne pentiretete!

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A presto!

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