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Proprio quando penso che non ci siano argomenti su cui parlare nella mia rubrica dedicata al blogging, ecco che il mondo del web mi da spunti molto interessanti. Su instagram ho iniziato una conversazione con Scarletbeck, dopo che lei ha postato questo screen.


Traduzione: Ciao Scarlet, in questo momento non stiamo cercando persone da retribuire con nessun tipo di pagamento perché ci sono molte blogger che lo fanno gratis. Grazie per il tuo tempo.


Ho trovato subito questa mail scandalosa e ho iniziato ad esporre la mia visione sulle stories, capendo subito che meritava di essere esposta anche qui sul blog in un modo più approfondito perché ci sono tantissimi punti da analizzare sui pagamenti nel mondo web e su cosa davvero non va in quella risposta.


PERCHÉ farsi pagare per la realizzazione di contenuti online


Nei miei consigli per aprire un blog, non ho menzionato come primo motivo la possibilità di rendere questo lavoro remunerativo ma ovviamente, le possibilità ci sono. In molti modi come l’affilation marketing ma anche con una retribuzione per i contenuti proposti. Prima di inoltrarci nelle specifiche di questo argomento, mi preme sottolineare che è giustissimo farsi pagare per i propri contenuti, anche se non si ha intenzione di rendere il blogging un lavoro.


Perché? Perché fare un lavoro, gratis, è sfruttamento.

Se voi decidete di pubblicare un articolo, condividere una foto, senza che nessuno vi abbia chiesto nulla, lo state facendo per passione, per condividere ciò che sapete.

Se un azienda vi chiede di realizzare una foto professionale da inserire all’interno del proprio sito, un articolo all’interno del proprio blog senza alcun riferimento ai vostri contatti, un articolo per il vostro blog previo invio per controllo in una certa data oppure previa pubblicazione entro una tale data…state lavorando. Perché avete delle mansioni, delle scadenze e degli obblighi nei confronti di qualsiasi persona che non siate voi.


Non si vive di soli prodotti e le ore che avete tolto al vostro lavoro o al vostro tempo libero per fare qualcosa di non retribuito, richiesto da qualcun’altro, non vi ritornerà indietro.

In nessun modo.


Cosa succedete se non vi fate pagare? 

  • screditate voi stessi e il vostro tempo: molte persone non chiedono compenso perché pensano di non essere all’altezza della collaborazione/del brand/della mansione. Se vi hanno chiamato è perché vogliono voi e il vostro tempo. Il vostro tempo ha valore e accettare un lavoro gratuito, non è corretto nei vostri confronti in primis
  • fate capire alle aziende che si può fare e loro se ne approfittano: se c’è qualcuno che lo fa gratis perché pagare per un servizio? perché preferite il budget alla qualità? in questo modo non solo screditate solo il vostro lavoro, ma anche la vostra reputazione e quella delle persone che fanno ciò che fate voi. Fate sembrare poco professionale l’intera categoria, creando un danno enorme


Questo vuol dire che bisogna farsi pagare tutto? Che le collaborazioni a scambio merce non si più da accettare? Assolutamente no, ma di questo ne parleremo tra qualche paragrafo. 


COME farsi pagare per la realizzazione di contenuti online


Le modalità di pagamento per la realizzazione dei contenuti online sono semplicemente due legalmente: ritenuta d’acconto o fattura con partita Iva. La ritenuta d’acconto è un documento che attesta una vostra collaborazione occasionali, prevede un bollo da applicare quando l’importa supera i 77,41 euro e non prevede l’aggiunta di IVA ma la famosa ritenuta del 20%.

Tips: ogni volta che concordate il vostro prezzo, specificate che è il vostro prezzo NETTO, quindi quello che dovete prendere a prescindere dal quel 20% che il committente paga in più. 


Se superate i 5000 euro annui in questo tipo di collaborazione e con altri fattori che dovreste chiedere al vostro commercialista di fiducia, dovete aprire una partita IVA. Ovviamente la questione cambia, di gran lunga, anche perché le entrate per sostenere questo tipo di processo fiscale devono essere più alte. 


QUANDO farsi pagare per la realizzazione di contenuti online


Quando dovete farvi pagare? In generale quando la mansione è regolata da termini che se messi su un contratto, andrebbero retribuiti. Poi sta alla vostra coscienza procedere in modo onesto e corretto nel rispetto di tutte le parti.


Esempi di cose su cui dovreste farvi pagare:

  • articoli di presentazione richiesti dall’azienda, che non prevedono quindi un test del prodotto ma una spiegazione e un vostro studio per aiutare l’azienda a raccontare i prodotti non suoi canali 
  • foto di prodotto professionali che andranno sul sito ufficiale del brand oppure caricate senza repost sui canali social 
  • articoli di menzione e non di test promozione di un servizio nei vostri spazi


Dovete farvi pagare per una recensione? Dipende da alcuni fattori, secondo me:

  • quante visite reali avete e quindi dalla possibilità di far conoscere realmente un brand : se avete appena aperto un blog e vi vengono inviate due referenze, certo state facendo pubblicità al brand, ma se il brand è conosciuto ne sta facendo più lui a voi
  • per come realizzate le recensioni : anche se avete poche visite ma ottime foto che poi potranno essere utilizzate o ottimi contenuti e buone spiegazioni, siete sicuramente molto utili al brand. Se avete un blog scritto in corsivo, dubito che possano essere utili e leggibilise vi hanno chiesto delle scadenze e il controllo del post


Io solitamente chiedo un compenso per le recensioni che trovate sul blog? Non sempre, anzi quasi mai, perché studio bene il brand e chi mi sta chiedendo una collaborazione. Certo che ormai non recensisco tutto ciò che ricevo ad eventi e fiere, perché devo seguire anche le esigenze della mia pelle e quello che potrebbe essere un prodotto interessante da proporvi, anche per questo è giusto valutare le menzioni in articoli più specifici.

In fin dei conti il blog e i canali sono vostri, quindi dovete essere sicuri di quello che state comunicando e valutare se sia giusto o meno dare luce a certe realtà, piuttosto che ad altre.


Altra questione: non siete obbligati a recensire nulla.

Sopratutto quando vi mandando camioncini, oppure quando specificate il vostro tipo di pelle e vi viene mandato un prodotto non adatto, oppure quando vi obbligano a recensirlo e a parlarne bene. Neanche dietro pagamento si parla bene di un prodotto con cui ci si è trovati male. Trovate il mio articolo in cui parlo delle recensioni proprio qui.

QUANTO farsi pagare per la realizzazione di un contenuto online


Anche questo è un argomento molto spinoso che va valutato con in modo serio. I casi sono diversi caso per caso ma secondo me non è assolutamente umano farsi pagare meno di 10€ euro per qualsiasi cosa, un articolo spotted anche qui il minimo sindacale si alza ma è una regola che considero base.

E voi? cosa ne pensate di questo argomento?


A presto!

3 commenti

  1. Ciao Alessia, penso che tu abbia ragione. In fin dei conti se un brand ti chiede delle foto o un articolo stai lavorando per loro è quindi mi sembra più che giusto essere retribuiti.

  2. Concordo parola per parola! Purtroppo nel settore beauty le proposte di collaborazione con compenso sono poche perchè le aziende pensano di pagarci con i prodotti che a lungo andare diventano troppi e ingestibili. Ne approfittano perchè tanto di fronte a un rifiuto c’ è sempre un’altra blogger disposta ad accettare per i soli prodotti.

  3. Sai bene che, io da un po’ sto monetizzando il blog con AdSense, proprio per ricavare qualcosa visto il tempo e l’impegno che ci metto e anche per concedermi qualche sfizio extra e magari parlarne sul blog. Lo avevo fatto con la palette di We Makeup e l’ho fatto ora con 3 rossetti di Maybelline.
    Per quanto riguarda le sponsorizzazioni sono d’accordo su tutto ciò che dici. Le uniche eccezioni in cui non mi faccio pagare sono ad esempio le pr box che vengono inviate (come quella Maybelline o Pixi) o se il brand che mi contatta mi propone di recensire un prodotto che mi incuriosisce particolarmente ed ha un certo costo. In quel caso decido di parlarne io spontaneamente senza che mi vengano fatte delle richieste, perché so che potrebbero incuriosire anche i miei lettori e quindi ho piacere a farlo.

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