Conosci ciò che compri: intervista ad Elisabetta di Bqueen

0 Condivisioni

Il mio percorso di consapevolezza nella cosmesi è partito dal desiderio di voler fare del bene concreto, nel mio piccolo, a questa industria e dalle esperienze negative degli ultimi anni in primis come consumatore e poi come blogger da parte di molte aziende. Ho deciso che avrei voluto sostenere aziende che avevano i miei stessi principi, indagando sulle loro origini e, se possibile, parlando con i fondatori per comprendere davvero l’essenza del brand. Per questo, lo sapete, è nata la rubrica Conosci ciò che compri.


Quando ho scoperto che Elisabetta di Scrignobio aveva fondato la sua linea di skincare BQueen, mi sono subito incuriosita e le ho chiesto se potevo saperne di più. Ho potuto conoscere non solo la storia di BQueen ma di riflesso la storia di Elisabetta, le sue paure e la felicità immensa, l’emozione di arrivare ad un traguardo così grande. Per me è stato molto emozionante poter dare voce a questa storia, spero che la lettura di questa intervista sia piacevole per voi quanto è stata per me realizzarla e trascriverla.

Come nasce il brand e perché nasce?


Perchè nasce Bqueen? Perchè ho visto dopo tanti anni di esclusivo utilizzo di bio su di me, i cambiamenti. Quelli veri, reali. Dopo aver aperto Scrignobio, che è la mia bioprofumeria online, avevo questo sogno di un brand mio, una linea di skincare mia che fosse davvero una super coccola, una coccola da regina e che sopratutto fosse molto efficace, e che avesse qualcosa di speciale al suo interno. E siccome era un sogno che coltivavo dentro di me già da parecchio tempo, ne ho parlato con il laboratorio e insieme siamo riusciti dopo lunghi studi a fare nascere Bqueen, con la prima linea che si chiamava Royal Champagne.


Bqueen ora ha una nuova immagine, è rinata. Parlami di questa rinascita


Bqueen è rinata. Al SANA dello scorso anno abbiamo avuto questa opportunità enorme di presentarla : abbiamo dovuto accellerare un pochino i tempi per essere pronti ed ero dovuta quindi scendere a qualche compromesso sopratutto sul packaging, che io avevo sempre desiderato di colore nero e avevo sempre desiderato i vasetti delle creme e del contorno occhi in vetro per un discorso di eco-sostenibilità. E’ stata la prima cosa che ho voluto cambiare.


E’ andato molto bene il lancio di Bqueen, ma io ho voluto raccogliere feedback dalle clienti, dalle blogger che  avevano provato i prodotti per migliorarli. Quando si fa una cosa per la prima volta bisogna avere l’umiltà di chiedere un confronto, perché alla fine è il consumatore finale quello che fa la differenza. E’ stato molto utile questo confronto soprattuto dopo aver visto provato il prodotto provato su tanti tipi di pelle diverse.


Siamo andati a lavorare su alcuni consigli che hanno aggiunto le clienti stesse: abbiamo aggiunto una maggiore spalmabilità in modo che si potesse fare un bel massaggio. Avevamo studiato fin dall’inizio le formule affinché le creme avessero un assorbilibilità molto veloce e che non appesantissero la pelle, ma non davano la possibilità di farsi un bel massaggio, che è quella coccola in più che fa piacere.


Siamo riusciti dopo mille prove a ottenere questa caratteristica e oggettivamente anche a me piace molto di più la linea. Abbiamo potenziato le formule, che avevano già un ottima resa ma abbiamo capito che si poteva fare ancora di più e l’abbiamo fatto. Non posso dire che ora è perfetta perché sarei troppo piena di me e non si raggiunge mai la perfezione: ma come è adesso, è come l’avevo sognata io dal principio. 

Cosa significa per te essere Eco-Bio e avere un brand Eco-Bio?


Eco bio è uno stile di vita, non si limita a scegliere cosmetici che siano privi di “schifezze”, significa una consonanza vera e propria con la natura, significa avere rispetto anche nel momento in cui si va a scegliere il packaging: noi abbiamo scelto di rinunciare al packaging secondario, abbiamo scelto i flaconi airless in pwp riciclato. Eco bio significa anche rispetto per la natura, nulla viene testato sugli animali o sostanze di derivazione animale. Per quanto riguarda la mia linea, Eco Bio è un voler tornare alle meraviglie che la natura ci offre e saperle di nuovo sfruttare come si faceva in passato, senza bisogno di tutte quelle sovrastrutture a cui siamo abituati ormai negli anni 2000.


Da Bio profumeria a creatrice di un brand: come pensi o come sta cambiando la tua visione verso il mercato e il tuo rapporto verso il consumatore?


Essendo stata prima consumatrice, avendo aperto la bioprofumeria e ora, avendo un brand, sono passata un po’ per tutte le fasi. Sono stata cliente per tantissimi anni e ho cercato di andare incontro al cliente con una vendita consulenziale e non cercando di vendere qualcosa per il gusto di vendere, ma per cercare di aiutare le persone ed educarle veramente al mondo del bio e come sfruttarlo al meglio, per sentirsi meglio e anche più belle. Perchè diciamocelo, cosmesi é anche per sentirsi più belle. Anche ora che ho il brand cercherò di mettermi dalla parte del consumatore finale ma anche da quella dei rivenditori. 

Quali considerate i punti forza dei vostri prodotti?


I punti forza del mio brand è che veramente c’è dentro un pezzo del mio cuore, un pezzo del mio mondo: chi utilizzerà i miei prodotti è come se mi avesse un pochino al suo fianco.  Trovo che siano perfettamente performanti, ho studiato delle texture che non vanno ad appesantire la pelle perchè spesso sull’anti-age o almeno, su alcuni prodotti che ho avuto modo di testare negli anni, ho notato che magari erano molto efficaci, ma avevano questo problema di appesantire la pelle creando problemi nell’utilizzo da parte per la pelle mista o grassa.  Secondo me, se siamo riusciti nell’intento come credo, questa linea andrà bene per tutti i tipi di pelle: non va ad appensantire e in più ne basta veramente pochissima, quindi una confezione ti dura tanto, tanto. E poi i miei prodotti sono sono speciali. 


Di quale referenza andate “più fieri”? (Per l’efficacia, la diversità dagli altri prodotti sul mercato, la difficoltà iniziale nella sua realizzazione…) 

Quella che mi ha dato subito soddisfazione e che è stata subito come la sognavo, è stato il contorno occhi. Ma quella che mi ha sorpreso di più è stata il detergente viso. Il contorno occhi ha avuto fin da subito questa texture burrosa ma fondente, che si massaggia bene, con un leggero effetto tensore, lavora bene se usato con costanza non solo sulle borse e le occhiaie ma anche sulle rughe, le piccole rughe di espressione le va a riempire. 

Se volete sapere cosa ne penso del Detergente viso di Bqueen, qui trovate la mia opinione.

A presto!

0 Condivisioni

You may also like...

1 Comment

  1. […] Se volete saperne di più su Bqueen vi invito a leggere l’intervista ad Elisabetta, la sua fondatrice, proprio qui. […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *