Ladies and Gentlemen! Ben ritrovati sul blog!

Qualche giorno prima di Natale, 18 di sera passate. In una hall accanto al Mulac Temporary Shop, sedute accanto ad un gigantesco albero di Natale decorato, inizia l’intervista. Vestita di in accordo con lo spirito natalizio (cappello da babbo natale compreso), Cindy appare composta ma rilassata, professionale ma aperta nelle risposte, sorridente e senza pensieri in quei pochi minuti. Non ho guardato neanche un attimo la sfilza di domande che mi ero preparata mesi fa e ho deciso di lasciarmi prendere dall’emozione del momento. 
Unica costante di questa intervista riguarda le tematiche: mondo beauty, makeup e i suoi brutti pregiudizi.


Ciao Cindy, parlami un po’ di te: chi sei, cosa fai nella vita e come nasce la tua passione 


Sono Cindy, nome d’arte e nomignolo dato dalla mia famiglia principalmente quando ero piccolina, ma in realtá il mio nome é Sandra Sold. Ho 25 anni ma ne sento 45/50, non perché mi sento vecchia, ma per tutte le cose che ho fatto a 25 anni. Questa passione nasce quando avevo 3 anni circa, l’età di mia figlia oggi: amavo i trucchi, amavo vedere le donne che si truccavano; rubavo i trucchi a mia nonna, a mia mamma. Per il me desiderio più grande era truccarmi.  


La mia passione è diventata molto presto un lavoro. Nel 2008 ho aperto il canale youtube, e nel 2009 ho iniziato a pubblicare contenuti. Avevo circa 16 anni e mezzo e di li a poco, circa due anni, avevo un pubblico discreto ma nello stesso tempo, una fidelizzazione del pubblico molto alta e una grandissima voglia di comunicare. Già a 17 anni ho intrapreso le prime collaborazioni con brand cosmetici principalmente, che mi richiedevano come testimonial , ma anche come sviluppo prodotto dietro le quinte, e inoltre partnership da raccontare sul canale. Detto questo a 18 anni, dall’idea di andare all’università e intrandere il percorso di medicina, che sarebbe stato un grande percorso della mia vita ma molto difficile (non che questo sia stato semplice), ma sarebbe stato anche poco in linea con quello che io avevo già dentro.

Avevo già dentro il make-up, l’amore di fare makeup da ogni punto di vista, l’amore di vivere e lavorare in questo ambito. Decido di non andare all’universitá in quell’anno, mi prendo un’anno sabbatico per pensare ma nello stesso tempo non ho tempo di pensare.  Mi metto in gioco nel’idea di creare qualcosa di mio,nell’idea di creare un azienda. 


Ci abbiamo messo un anno di lavoro prima del primo lancio del primo prodotto e non solo per prepare il prodotto, ma anche per studiare il mercato, studiare come funzionava, che cosa avremmo dovuto fare,  in cosa avremmo potuto avere succcesso e in che cosa no, in che modo avremmo potuto comunicare tutto quello che facevamo. Nell’aprile 2014 nasce Different, il primo prodotto cosmetico di Mulac cosmetics.


Cosa rappresenta per te il makeup?

Different è il manifesto di Mulac, nonchè il manifesto di quello che io ho nella testa in relazione al makeup, ovvero diversità, differenza. Tutto ciò che è comunicazione non univoca di un concetto. Il makeup non ha e non può avere una sola strada: tutti sono liberi di fare tutto e tutti devono essere liberi di fare tutto, ci sono delle tecniche che dopo anni ancora vengono discusse, o teorie come l’armocromia che ancora da anni viene discussa da truccatori di tutto il mondo . Per me l’ideale di makeup è a 360 gradi tutto ciò che lo concerne: a partire da quello correttivo, fino a quello artistico,fino a quello concettuale, qualsiasi cosa sia makeup , tanto come l’arte, deve suscistare una polemica postiva o negativa . E questo vuol dire fare arte. 


All’interno di Beauty and Prejudice, evidenziamo tutti quei pregiudizi legati al mondo della bellezza, quelli che ci infastidiscono e spesso, quelli che ci feriscono di più. Quale pregiudizio/frase fatta ti infastidisce e/o ti ferisce di più?


Ce ne sono tantissimi, sia per quanto riguarda la parte più sessita ossia che l’uomo non si trucca, ma anche chi dice una ragazzina di 16 anni non si può mettere il rossetto. Quando arrivano le mamme in negozio, mi dicono “mia figlia si sta rovinando”, “si trucca sempre”, “mi sta facendo comprare un sacco di trucchi”. E io dico sempre: “ringrazi che sua figlia ha questa passione, cononosco ragazze senza alcuna passione. Se questa é la passione di sua figlia, é solo una cosa bella, non sta facendo del male a nessuno, non si sta facendo del male fisico, non ci vedo niente di così inadeguato”.


Quello che da personalmente più fastidio a me è “ti trucchi troppo sembri”…certo, non voglio ripetere certe sentenze che nascono da una società sessita sicuramente, una società caraterizzata da  pregiudizi, una societa che ti deve formare a livello caratteriale, personale ed estetico, da ogni punto di vista e ti deve giudicare sempre. La connesione tra “trans” e makeup, “ti trucchi troppo sembri finta”, che per come la vedo io, è un complimento: ho conosciuto trans con una capacità di truccarsi nettamente superiore a tanti altri makeup artist che ho incontrato; nello stesso tempo ho conosciuto persone esteticamente molto finte in modo positivo, che sembrano bambole, e penso non ci sia niente di male a sembrare esteticamente una bambola se una persona si sente bene nel corpo di una bambola. Siamo nel 2018, figuriamoci. Sono pregiudizi dettati una docietà che regredisce e che non cerca di andare avanti. 


Hai fatto un bellissimo percorso, un percorso è molto difficile e molto precoce vista la tua etá. Cosa consiglieresti alla te di sedici anni, che ha appena iniziato questo percorso, per poterlo vivere in modo più sereno rispetto ad alcune difficoltà che hai avuto.


Bellissima domanda. Se dovessi pensare con la testa che ho oggi, nella testa di una venticiquenne e calcolando tutto quello che ho fatto, le persone belle e brutte che ho conosciuto, tutte le esperienze che ho fatto…un sacco di cose. Se però dovessi parlare a mia figlia a sedici anni…rifarei tutto quello che ho fatto. Le direi semplicemente: “buttati, fai quello che ti senti e basta”.


Progetti, sogni e ambizioni, per questo 2019 in arrivo.


Il 2019 sarà carichissimo. Progetti ce ne sono tantissimi e non solo a livello di sogno, nel senso che sono progetti super realizzabili, già messi in piano quindi sono molto, molto contenta. Sicuramente continueranno i temporary, si continuerò a girovagare, e finalmente spero di poter vedere anche un’altra parte dell’italia che ancora non abbiamo toccato. Per quanto riguarda il piano di svilppo di prodotti sarà una bomba perchè ufficialemente l’anno prossimo. Se ancora oggi si può dire che ci manca quel 20% -30%  di micro prodotti che possono completare una linea cosmetica, l’anno prossimo sarà completata. Riguardo ai sogni… non si dicono perchè se no non si avverano.


Ringrazio ancora la Cindina per essersi prestata a questa intervista per Beauty and Prejudice.

E ringrazio tutti voi che siete arrivati fino a qui e state leggendo questa intervista, che state scoprendo un lato di questo blog che non parla solo di prodotti, ma anche di persone, di storie e di bellezza benefica, che fa del bene e che salva.

A presto!

1 commento

  1. Bellissima intervista: complimenti a te per averla realizzata e a Cindy che è sempre carina e disponibile! Continua a portare avanti questo progetto e cerchiamo di combattere i pregiudizi!

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