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Non sono una beauty blogger tipica, questo lo so bene e credo lo sappiate anche voi che mi leggete: ho parlato di consumo consapevole, di quanti prodotti abbiamo davvero bisogno nella nostra makeup collection, di budget morali e di brand che non acquisto più perché non condivido i loro valori, non mi fido di loro


Nell’ultimo periodo sto testando prodotti costosi e mi sto accorgendo che sto impiegando più del solito nel riuscire a definire delle considerazioni. Mi chiedo spesso” Il prodotto vale il suo prezzo?” . La risposta non é sempre facile.


Perché dietro ad un cosmetico ci sono tantissime variabili che conducono al prezzo di mercato. In questi anni all’interno della beauty community, dopo aver visitato fiere, laboratori di aziende e parlato con formulatori, fondatori delle aziende stesse e osservato i cambiamenti del mercato, ho capito e mi sono informata su quali sono i fattori determinanti per un costo di un cosmetico.


Anatomia cosmetica: ingredienti e formule


Ogni prodotto cosmetico viene formulato da un cosmetologo, che assieme all’azienda scegli gli ingredienti funzionali di un prodotto.

Gli ingredienti sono molto importanti, ne siamo ossessionati, per questo le beauty blogger veterane insegnano che bisogna imparare a leggere l’INCI. Spoiler: l’inci non decide un cosmetico, visto che sotto i primi posti, si può inserire in modo casuale tutti gli altri ingredienti presenti nella formula all’1%.


Certo, l’inci ci aiuta ma non é tutto. Una formula é fatta anche di ingredienti particolari, attivi brevettati che rendono quel prodotto unico nel suo genere, che gli conferiscono quel quid per rendere il prodotto all’altezza, se non superare quello che trovate ora sul mercato.

Come i brevetti di Biofficina Toscana, una tra le aziende eco-bio che investe da sempre nella ricerca per rendere le sue formule innovative e performanti.

Certo che, se troviamo un prodotto che é pieno zeppo di siliconi filmanti con all’interno un solo attivo potenzialmente interessante, possiamo benissimo immaginare che quel prodotto sia inutile e troppo costoso per quello che vale.


Anatomia cosmetica: l’importanza del packaging


Una volta che il cosmetologo ha compiuto la sua magia, che sono stati fatti tutti i test che rendono il prodotto commercializzabile, il processo della riuscita di un cosmetico é ancora lungo: bisogna scegliere un packing che si adatti all’esigenze della formula e dell’uso del cosmetico stesso, si sente l’esigenza di cercare di produrre meno plastica possibile ma di non rinunciare alla comodità e alle esigenze dei moderni viaggiatori con bagagli a mano.


Il packaging fa salire il prezzo del cosmetico di moltissimo, basta pensare che esiste una parte del Cosmoprof, la fiera cosmetica più importante al mondo, dedicata ai packaging ovvero il Cosmopack: ogni anno milioni di aziende sono alla ricerca di packing innovativi, accattivanti, in linea con i trend con cui rivestire i loro prodotti.


Per capire l’effetto su di noi del pack cosmetico, basta pensare a tutti quei cosmetici che sappiamo non sono funzionali ma che ci invogliano nell’acquisto solo per via del loro pack: le palette di Storybrook Cosmetics, le maschere viso delle principesse rivendute da Primark, i balsami labbra dalle forme più disparate. Oppure il fatto che un pack pesante, in vetro oppure decorato da oro e argento, rende il prodotto estremamente lussuoso e fa pensare all’alta profumeria. Salvo poi, in alcuni casi, essere rivenduto ad un prezzo competitivo come nel caso di Mediterranea, che fa dei suoi pack classici la sua grande forza.


Altro esempio di packaging leader é Milk Makeup, marchio americano che ha prodotto per primo qualche anno fa referenze di ogni genere in stick. Solo ora si possono acquistare altri prodotti nello stesso pack di altri brand.


Anatomia cosmetica: il prodotto é anche il marketing


Senza una adeguata commercializzazione, una giusta brand identity, nessun prodotto, cosmetico o non, ha valore nel mondo odierno. E la presenza del marketing, di una campagna social e fotografica, del tipo di commercializzazione ( ecommerce, grande distruzioni, profumerie di nicchia) influiscono moltissimo sul prezzo finale che rispetto al prodotto in uscita dall’azienda subisce un ricarico del 200/220% per poter sopperire a tutte le spese del caso e alle tasse da pagare ai vari stati.


Quando sentite dire che si paga il nome del brand, é vero: più alto é il valore della brand identity, la fiducia che si ha nel marchio, più é probabile che paghiate qualsiasi prodotto più di quello vale.

Esempio: lipbalm di Fenty Beauty, che costa 22€ per un idratante labbra firmato da Rihanna senza alcun attivo interessante. Molti ne vanno pazzi, io lo inserisco nei prodotti che non acquisterei mai a quel prezzo.


Un prodotto che costa poco non vale: sfatiamo un mito


Non considerando questi fattori di costruzione del cosmetico, molti pensano che se un cosmetico costa poco, vale poco. Niente di più sbagliato, non é assolutamente detto.

Gli stessi fattori che trovate nella cosmetica di prezzo medio, la troviamo nei prodotti dai prezzi più convienti: spesso questi cosmetici, per aver un prezzo competitivo, scelgono di dare proritá agli igrendienti o al packing e riescono a formulare i propri prodotti all’interno dei propri laboratori, dimezzando così i costi di produzioni e buona parte dei costi di ricarico.


É il caso dell’italianissima Antos o degli americani Colourpop e Deciem.


Il prezzo competitivo é dato anche dalla presenza nella grande, grandissima distrubuzione che permette di spendere meno nella produzione visti i quantitativi elevati dei prodotti, come nel caso dei prodotti del marchio balea che trovate da DM. 


Come possiamo riconoscere un prodotto del marketing, un prodotto solo packaging e un azienda farlocca?


Informatevi, sempre. Leggete sempre da chi state acquistando, la loro storia, cercate recensioni online, sulle pagine di acquisto dei prodotti, osservate le foto di chi ha ricevuto e comprato quella determinata cosa e se potete, andatela a vedere da vicino.


Non esiste una soluzione, non esiste un cosmetico perfetto ma esistono dei consumatori consapevoli che sanno cosa stanno acquistando, come e da chi.

Qualsiasi prodotto é valido se performa bene e mantiene le promesse che fa al consumatore prima dell’acquisto; se si pone come miracoloso e fa sulla vostra pelle la stessa cosa che fa un cosmetico più economico, non avete molto su cui pensare. A meno che, ripeto, non siate cercando di optare per un consumo etico e li le cose cambiano: state acquistando non solo un cosmetico ma anche la sua storia, la scelta degli ingredienti, la cura nel dettaglio e l’innovazione.

Ognuno é libero di spendere i propri soldi come meglio crede, non esistono estremi.

“Su quale prodotto cosmetico devo investire?”

Sul prodotto che reputate più adatto alle vostre esigenze. Se fa la differenza, se risolve una vostra problematica, é giusto investire su quel prodotto se le alternative economiche sul mercato non vi soddisfano.

A presto!

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